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RICOSTRUZIONE MAMMARIA

La possibilità di ricostruzione della mammella deve essere sempre offerta e discussa con la paziente, programmandola fin dal primo intervento demolitore, anche se fatta, dopo, in differita. La ricostruzione mammaria può essere immediata, cioè eseguita durante lo stesso intervento, oppure può essere differita, cioè eseguita almeno sei mesi dopo il primo intervento quando la paziente è più serena, ha terminato il programma terapeutico specifico consigliato dall’oncologo (radioterapia, chemioterapia), la decisione viene presa dalla paziente, dal chirurgo plastico e dall’oncologo; la ricostruzione può essere attuata anche a distanza di anni

I benefici psicologici e la qualità di vita che conseguono alla ricostruzione sono notevoli. La ricostruzione non è associata ad un aumento di recidive locali, né ad una maggior difficoltà a diagnosticarle qualora si sviluppassero.

img-prod-content-id-26-RicoMamm.jpgEssa deve essere fatta, se possibile, con protesi e non con lembi miocutanei che aggiungono cicatrici e lasciano gravi esiti funzionali nella zona donatrice, inoltre il tempo operatorio è lungo.

La ricostruzione nei pazienti che devono essere sottoposte a radioterapia è possibile se la paziente lo richiede anche se aumentano le complicanze di retrazione capsulare. La chemioterapia potrebbe aumentare il rischio di complicanze infettive; per evitare questi problemi la ricostruzione può essere programmata ritardando di un mese l’espansione.

Nelle pazienti mastectomizzate si dovrebbe offrire la possibilità di eseguire una ricostruzione mammaria in tempi compatibili con la effettuazione di eventuali terapie adiuvanti.

L’obiettivo della ricostruzione mammaria è quello di creare una nuova mammella simile, il più possibile alla controlaterale con diverse  tecniche chirurgiche.

 

Lipofilling o trapianto di tessuto adiposo autologo

Il lipofilling è una tecnica chirurgica che prevede il prelievo di grasso attraverso una microliposcultura del proprio profilo corporeo ed iniettato fresco,immediatamente , senza manipolazioni, nelle altre zone del corpo (viso, glutei, gambe, cicatrici, mammelle). Studi recenti hanno evidenziato che il proprio grasso è ricco di cellule staminali. Oltre all’aumento anatomico, c’è un completo recupero funzionale dei tessuti, anche nei casi più gravi, come la quadrantectomia seguita da radioterapia con danno ischemico di terzo e quarto grado ( Prof. G. Rigotti – Verona, Dr. R. Kouri – Miami). Altri campi di applicazione sono: radionecrosi, necrosi tessutali da stravaso di chemioterapici, necrosi tessutali da complicanze di interventi chirurgici, piaghe da decubito, esiti cicatriziali da traumi, modellamento dopo chirurgia conservativa mammaria, riempimento di  aree atrofiche o depresse, anche cicatriziali a seguito di ricostruzione mammaria dopo mastectomia.

L’ intervento  viene eseguito in anestesia locale con sedazione o in anestesia generale, dipende dalla zona da trattare in Day Hospital o 24 h. di degenza.

Le possibili complicanze: infezione, ematomi.

A volte l’attecchimento del grasso può essere disomogeneo ed in tal caso è indicato un eventuale nuovo lipofilling.

 

Ricostruzione della mammella dopo quadrantectomia

La quadrantectomia  è la resezione parziale del quadrante della mammella interessato dal tumore , include anche la cute sovrastante , la ghiandola residua viene rimodellata, residuano cicatrici,  successivamente verrà irradiata a volte è opportuno integrare il volume con protesi.

L’intervento viene eseguito in anestesia generale con due o tre giorni di degenza, i punti vengono rimossi dopo circa 7 – 10 giorni, le complicanze più specifiche: ematomi, disturbi della sensibilità, infezione della ferita

 

Ricostruzione mammaria dopo mastectomia radicale

La mastectomia radicale consiste nell’asportazione di tutta la ghiandola mammaria che può essere ricostruita con espansore mammario e protesi , con tessuto autologo (lembi e protesi) o con la protesi se c’è pelle sufficiente a ricoprirla.

Lo scopo di tale tecnica è quella di ricostruire la mammella mancante, l’espansore mammario è una protesi mammaria ad espansione progressiva, temporanea che viene inserita sotto il muscolo pettorale e parzialmente riempita di soluzione fisiologica che sfrutta la possibilità della pelle di distendersi gradualmente. L’espansore mammario può essere posizionato  quando è completata la mastectomia oppure in un tempo successivo di ricostruzione.

L’intervento è eseguito in anestesia generale con due o tre giorni di degenza, le possibili complicanze sono: infezione, cicatrici evidenti, perdite ematiche, ematoma, mammelle non simili. La radioterapia pregressa aumenta il rischio di contrattura capsulare e decubito della protesi, queste complicanze possono richiedere interventi aggiuntivi.

Dopo la dimissione a distanza di circa  due settimane alla paziente , in ambulatorio, si comincia ad iniettare, attraverso  una valvola inserita nell’espansore, settimanalmente, della soluzione fisiologica fino a raggiungere, entro un mese il volume desiderato della mammella da ricostruire che dovrà essere di volume maggiore rispetto alla controlaterale. In un secondo intervento si procederà a rimozione dell’espansore sottomuscolare ed inserimento di protesi definitiva in silicone, differenti per forma e volume. Studi hanno confermato che le protesi mammarie non aumentano il rischio di recidiva neoplastica è alto,invece, il rischio di contrattura capsulare, decubito delle protesi specie nelle mammelle irradiate.

 

Ricostruzione con tessuto autologo

La ricostruzione mammaria è eseguita utilizzando i tessuti delle pazienti .

Ricostruzione con lembo  di gran dorsale: la pelle è prelevata dal dorso, ha la forma di un rombo, viene trasferito dal  dorso della paziente per ricostruire la parte inferiore della mammella, spesso bisogna inserire anche una protesi ,la cicatrice del dorso è visibile.

Ricostruzione con lembo DIEP è la più moderna tecnica di ricostruzione mammaria, dove è minore il danno del sito donatore prelevato dalla pancia, la cicatrice terminale è simile a quella dell’addominoplastica.

TRAM flap, il lembo viene preso dalla parte inferiore dell’addome e deve essere ben rappresentato. La cicatrice residua è lunga come quella per l’intervento di addominoplastica, l’intervento dura circa 5-6 ore, può subentrare un’ernia della parete addominale.

In un programma di ricostruzione mammaria spesso bisogna trattare anche la mammella controlaterale per renderla simile a quella ricostruita.

Ricostruzione dell’areola e capezzolo

E’ l’ultimo tempo della ricostruzione mammaria , viene eseguita quando le due mammelle sono abbastanza simmetriche e stabili, l’areola può essere ricostruita con un innesto dell’areola controlaterale se è larga, o dalla radice della coscia o può essere tatuata. Il capezzolo può essere ricostruito utilizzando parte del contro laterale,  utilizzando lembi cutanei locali o tatuato.

L’intervento è eseguito in anestesia locale con sedazione in Day Hospital.


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