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TUMORI CUTANEI

Linee Guida per la Diagnosi e Trattamento degli Epiteliomi Cutanei  S.I.C.P.R.E. Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica.

Sono molto frequenti  ed il comportamento biologico varia da un decorso benigno della malattia che si risolve con la chirurgia all’estremo opposto di elevata morbidità e mortalità, è evidente che la diagnosi precoce dei tumori è un fattore importante perché aumenta la probabilità di guarire. Si riconoscono fattori di rischio legati all’ospite o all’ambiente.

Molti epiteliomi si manifestano su cute chiara fotoesposta, la capacità difensiva di abbronzarsi è direttamente correlata alla quantità di melanina, alcune malattie genetiche diminuiscono la protezione all’esposizione solare, le lesioni pre-neoplastiche (cheratosi attinica, leucoplachia, nevo sebaceo di Jodassohn), fattori immunologici (i pazienti immunodepressi sono più predisposti), i raggi UVB sono i più carcinogenetici.

La prevenzione si attua utilizzando filtri solari, educazione del paziente (evitare l’esposizione, utilizzo di filtri solari, abbigliamento idoneo.

La diagnosi di tumore cutaneo è data da una biopsia incisionale o da una biopsia escissionale ( ad eccezione del melanoma che deve essere a tutto spessore) ed i margini devono essere liberi da neoplasia.

Le recenti acquisizioni di “unità estetiche” permettono di asportare le lesioni tumorali con tecniche meno invasive e di ricostruire con un miglior risultato funzionale, estetico e naturale.

 

Carcinoma Basocellulare

Il carcinoma basocellulare origina dalle cellule epiteliali dell’epidermide, è tipico di pazienti con pelle chiara, si manifesta tra i 40 e gli 80 anni, colpisce soprattutto il viso ed in particolare il naso, ha una malignità locale ed è più frequente rispetto allo spinalioma.

Si manifestano come piccole lesioni cutanee dissimili fra loro in base al tipo istologico: a scaglie, talora con crosta o ulcera centrale a lento accrescimento,  nodulare simile ad un nevo che si ingrandisce con teleangectasie superficiali, placca biancastra dura, atrofica, simile ad una cicatrice a lento accrescimento senza un trauma o come piccole lesioni che non guariscono.

img-prod-content-id-60-internoTum.jpgIl trattamento ideale è chirurgico: biopsia escissionale visto le piccole dimensioni del basalioma, i margini devono essere liberi da neoplasia, nel 90% dei casi si cura la malattia. Esistono altre tecniche per il trattamento del basalioma ma non permettono di fare l’esame istologico della lesione:elettrocoagulazione, criochirurgia, radioterapia.

L’intervento è eseguito in anestesia locale senza ricovero.

E’ un tumore che tende a recidivare o presentarsi in altre zone del nostro corpo, quindi al minimo sospetto è opportuno ritornare ad un controllo medico. L’incidenza di metastasi ai linfonodi, polmoni, ossa è minore del 0,1%.

La radioterapia è da riservarsi ai pazienti anziani non candidati alla chirurgia.

 

Carcinoma spinocellulare

Origina dallo strato malpighiano dell’epidermide, la cute spesso ha subito un danno attinico, cheratosi attiniche, leucoplachie, aree irradiate, cicatrici, ulcere venose, predilige il collo e la testa.

Inizialmente gli spinaliomi appaiono lisci o verrucosi, per divenire poi di aspetto più “infiammatorio” ed “indurato”, crescere rapidamente ed ulcerarsi prima rispetto ai basaliomi.

Il trattamento più idoneo è quello chirurgico, lo spinalioma è molto più aggressivo del basalioma, l’exeresi deve essere più ampia, l’esame istologico deve evidenziare i margini chirurgici liberi da neoplasia.

I trattamenti distruttivi, distruggendo il pezzo non consentono di effettuare l’esame istologico: elettrocoagulazione, curettage,criochirurgia, laser CO2.

La radioterapia è indicata nei pazienti anziani non candidati alla chirurgia.

Il carcinoma spinocellulare metastatizza nei linfonodi regionali nel 2-20% in base alla sede del tumore. La presenza di linfonodi palpabili impone una biopsia, seguita, se positiva da svuotamento linfonodale.

Recidive e metastasi avvengono di solito entro 2-3 anni dal primo trattamento, anche se il follow-up deve continuare per tutta la vita.

Le metastasi linfonodali precedono le metastasi sistemiche a polmone, osso, encefalo che avvengono tardivamente

 

Melanoma

Melanoma e nevi  C G.Clemente, M C Mihm, T Cainelli, M Cristofolini, N. Cascinelli

Il melanoma e i nevi sono tumori che originano dai melanociti, cellule che sono normalmente presenti nello strato basale dell’epidermide, nei bulbi piliferi, nel derma e più raramente nelle mucose, nell’occhio e nelle meningi. I melanociti migrano nella cute e sintetizzano la melanina. I nevi sono tumori benigni, i melanomi sono tumori maligni che insorgono nell’85% dei casi in sede cutanea e rappresentano il 5% dei tumori maligni della cute. L’incidenza del melanoma è in aumento in tutte le casistiche riportate con una percentuale di incremento per anno, in Europa del 3-7%, con5.000 decessi e 17.000 nuovi casi per anno (Jensen 1990)

Il particolare interesse che si è sviluppato per questa neoplasia ha fatto si che, all’osservazione del clinico, giungano sempre meno frequentemente le voluminose lesioni ulcerate.

La localizzazione più frequente è agli arti inferiori nelle donne e al tronco negli uomini; tra le sedi extracutanee, 35-80% occhio, 6-7% vulva, 5-10% mucosa orale e faringea, 2-10% vie respiratorie, 2-4% mucosa retto, 2% vagina.

La pelle chiara, i raggi ultravioletti, immunodepressi, le lampade UV favoriscono l’insorgenza del melanoma, da cui l’importanza della prevenzione e protezione durante l’esposizione al soleUn nevo che presenta bordi irregolari, colore non omogeneo, aumento delle dimensioni in poco tempo può far sospettare un melanoma.

Il melanoma  metastatizza nel 36% ai linfonodi extraregionali, 20% fegato e cervello, 17% osso, è molto importante una diagnosi precoce per una miglior prognosi, una biopsia escissionale consente di far diagnosi.

L’asportazione chirurgica di queste lesioni ha di fatto portato a guarigione un gran numero di pazienti per cui all’aumento dell’incidenza non corrisponde un parallelo aumento della mortalità. A seguito di tali risultati incoraggianti si può affermare che il melanoma è una neoplasia guaribile se diagnosticata precocemente.


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